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CONFLITTI E ISTITUZIONI
Dibattito di ontologia politica
Evento online | 21 gennaio 2021

Da: Giovedì 21 gennaio 2021 ore 17:30
Fino a: Giovedì 21 gennaio 2021 ore 18:30

Pubblicato: Martedì 12 gennaio 2021

Com’è possibile attivare un’interrogazione filosofica sull’attualità?
Che rapporto intercorre tra la filosofia e la politica?

Il volume Istituzione. Filosofia, politica, storia, a cura di F. Marchesi, M. Di Pierro, E. Zaru (Quodlibet, 2020) – seconda pubblicazione dell'Almanacco di Filosofia e Politica diretto da Roberto Esposito – interroga criticamente alcune dicotomie che, nella distanza dei loro termini, segnano i problemi teorici e pratici del nostro tempo: sociale e politico, conflitti e istituzioni, evento e durata, affermativo e negativo.
Le istituzioni dell'ordine costituito (si pensi alle istituzioni sociali del welfare, agli istituti giuridici, alle istituzioni della rappresentanza politica) risultano statiche, impermeabili, distanti dalle trasformazioni storiche e dalla società, per queste ragioni in crisi di legittimità collettiva.

Questa crisi globale della politica e delle sue forme istituzionali è assunta anzitutto, nel volume in questione, come crisi della teologia politica, del suo lessico e delle sue
categorie, vale a dire, l'esaurimento di quella concezione tipicamente moderna della politica come rappresentanza e unificazione trascendente.
Abbandonare il dispositivo teologico- politico dell'unità è la via seguita per tornare a immergere il pensiero nella storia, e riconoscere la struttura conflittuale che attraversa e costituisce le nostre società.
D'altro lato, i numerosi focolai dei conflitti sociali faticano a comporsi tra loro in un movimento
durevole di trasformazione dell'esistente e ad esprimere una capacità autonoma di governare la realtà complessa che hanno di fronte. All'esaurimento del dispositivo teologico- politico si
accompagna così un certo empasse di quelle teorie che hanno sostenuto l'autonomia del soggetto sociale e la sua potenza costituente di trasformare e organizzare la realtà. La crisi del dispositivo teologico- politico rivela anche l'esigenza, per il nostro tempo, di abbandonare la figura della creatio ex nihilo e quel «presentismo» perpetuo che le è connaturato, e ricollocare ogni evento e conflitto all'interno di un processo storico segnato da continuità e discontinuità.

La storia è allora il termine più indicativo dei tre del sottotitolo. I problemi di ordine teorico e politico affrontati nel volume – da prospettive eterogenee che giungono a ipotesi a loro volta eterogenee – riguardano allora:

- l'articolazione politica delle differenze
- l'orizzonte simbolico del sociale e dei suoi antagonismi
- la permanenza temporale dei conflitti
- l'intervento nel campo istituzionale sempre- già- dato
- l'invenzione di nuove istituzioni

Indubbiamente tenendo conto di alcune esperienze di conflitto che nella nostra contemporaneità hanno avuto la forza di mutare a proprio favore i rapporti sociali e di rigenerare almeno in parte la realtà istituzionale, e che, in questo senso, possono aiutare nella ricerca.

La ricerca collettiva espressa dal volume è ispirata da una comune concezione “ontologico-
politica” dell'istituzione come modo di esistenza della collettività, come forma di vita fatta di usi, costumi, regole collettive, dunque come forma vitale, dinamica, in continua variazione. L'istituzione viene dunque sottratta alle sue accezioni conservative, coercitive, chiuse, e pensata anzitutto come “istituire”, come “prassi istituente” capace di far convergere, articolare, organizzare e far durare nel tempo gli antagonismi all'interno della società, mantenendoli a loro volta aperti.

Questo sfondo ontologico- politico del volume condivide, allora, non soltanto una determinata concezione dell'istituzione, ma più propriamente la possibilità di un'indagine filosofica sul nostro tempo. Come scriveva Foucault nel suo Che cos'è l'Illuminismo?, una domanda fondamentale della filosofia riguarda la propria attualità, il campo di esperienze possibili che appartiene a un certo tempo storico: una «ontologia di noi stessi, una ontologia dell'attualità».

Interrogarsi filosoficamente sul contemporaneo significa così, per un verso, chiedersi quali paradigmi teorici abbiano contribuito a provocare – o semplicemente a rendere possibile – la crisi della politica sopra menzionata e a soffocare il campo del possibile; per altro verso, elaborare categorie capaci di aprire nuovi cammini sul piano della storia.
Questa duplice impostazione informa l’organizzazione stessa del volume che riserva la prima sezione ad affermate studiose e studiosi della filosofia politica, e la seconda parte agli interventi dei partecipanti al Seminario permanente di filosofia e politica tenutosi presso la Scuola Normale Superiore.

Chiude poi il testo l’Archivio dedicato alla raccolta di saggi inediti o ancora non tradotti in italiano di Yan Thomas, Paul Ricoeur e Cornelius Castoriadis.

Discutono con i curatori:

  • Gaetano Chiurazzi (Unito)
  • Alberto Martinengo (SNS)
  • Anna Quintelli (Unito)

A cura di Francesca Monateri (SNS) e Andrea Moresco (SNS)

Gli interessati potranno connettersi direttamente al link dell'incontro
https://meet.google.com/ngt-tjij-vay o scrivere agli indirizzi francesca.monateri@sns.it e
andrea.moresco@sns.it

scrivere agli indirizzi francesca.monateri@sns.it andrea.moresco@sns.it

Ultimo aggiornamento: 12/01/2021 17:40
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